Cittadinanza italiana per matrimonio o unione civile

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 Tre anni di matrimonio, o un anno e mezzo con figli, e un B1 di italiano fra cinque certificazioni precise. 

Sposare un italiano o costituire un'unione civile apre la porta alla cittadinanza, ma non la regala. C'è un tempo di attesa, un esame di lingua, il certificato penale di tutti i Paesi in cui si è vissuto e una tariffa che si paga a un destinatario diverso dal solito.

Quanto bisogna aspettare: tre anni, o un anno e mezzo

La domanda si può presentare tre anni dopo il matrimonio o l'unione civile se il coniuge è italiano dalla nascita. Se si è naturalizzato dopo le nozze, i tre anni decorrono dalla naturalizzazione, non dal matrimonio.

Il termine scende a un anno e mezzo se ci sono figli minori nati o adottati dalla coppia.

Cittadinanza per matrimonio: cosa serve: Tre anni di matrimonio o unione civile; Italiano B1; 250 € al Ministero dell’Interno; Certificato penale; Trascrizione in Italia

L'italiano B1 è obbligatorio, e valgono solo cinque certificazioni

Bisogna dimostrare una conoscenza dell'italiano non inferiore al B1 del Quadro Comune Europeo. E l'elenco delle certificazioni ammesse è chiuso:

PLIDA della Società Dante Alighieri · CertIt dell'Università Roma Tre · CILS dell'Università per Stranieri di Siena · CELI dell'Università per Stranieri di Perugia · Co.L dell'Università per Stranieri di Reggio Calabria.

Il consolato non lascia margine: qualunque altra certificazione, da qualunque ente provenga, non viene accettata. Prima di pagare un esame, verifica che sia uno di quei cinque.

Sono esentati chi ha sottoscritto l'Accordo di integrazione, i titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo rilasciato dalle autorità italiane e chi ha conseguito un titolo di studio riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione italiano.

I 250 € non vanno sul conto del consolato

Il contributo è di 250 € e va versato a favore del Ministero dell'Interno. Il consolato lo sottolinea con un punto esclamativo sulla propria pagina: quell'importo non si versa sul conto del consolato. Pagarlo nel posto sbagliato ritarda la pratica e costringe a chiedere il rimborso.

Certificato penale di tutti i Paesi in cui hai vissuto

Serve il certificato penale del Paese d'origine, dei Paesi terzi in cui hai risieduto dai quattordici anni in poi e dei Paesi di cui possiedi la cittadinanza. L'Italia resta fuori dall'elenco: quello lo verifica l'amministrazione.

Sei esentato dal certificato del Paese d'origine solo se l'hai lasciato prima dei quattordici anni e non ne hai conservato la cittadinanza.

E qui c'è un'eccezione europea che viene spesso fraintesa. Il Regolamento UE 2016/1191 esenta dalla legalizzazione molti certificati, ma per il certificato penale l'esenzione vale solo per i cittadini dello Stato che lo emette. In pratica: il certificato penale spagnolo esenta solo gli spagnoli.

Con un'altra cittadinanza va legalizzato lo stesso.

Convivenza e stato civile del coniuge

Il coniuge italiano deve essere iscritto all'AIRE della circoscrizione e convivere allo stesso indirizzo del richiedente. Se vivete separati per lavoro, scolarità dei figli o cure mediche, il motivo va documentato.

Il matrimonio o l'unione civile celebrati fuori dall'Italia devono essere trascritti nel comune italiano prima di presentare qualsiasi cosa.

Il vincolo deve restare valido fino alla fine

La cittadinanza si concede con decreto, e a quella data il matrimonio o l'unione civile non può essere sciolto per separazione personale o divorzio. Se invece il coniuge muore dopo la presentazione della domanda, il diritto non decade.

La domanda si presenta online, e l'e-mail è il tuo domicilio

La pratica comincia registrandosi sul portale del Ministero dell'Interno, e in questo caso senza SPID: basta un indirizzo e-mail.

Quell'indirizzo diventa domicilio eletto a effetti di legge. Tutto (richieste di documenti, convocazioni, notifiche) arriva lì e solo lì, quindi bisogna controllare la casella spesso e non usare un account che si intende abbandonare.

I dati della registrazione non si possono modificare dopo. In caso di errore bisogna registrarsi di nuovo con un altro indirizzo. Copia i nomi esattamente come figurano nell'atto di nascita, annotazioni comprese.

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